NUOVA DIGA FORANEA TRATTO DI PONENTE PROTEZIONE FUORI RADA

Porto di Taranto

ente appaltante

Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio

oggetto

Lavori di realizzazione della nuova diga foranea a protezione del porto fuori rada di Taranto – Tratto di Ponente

in corso

Tra le opere previste dal nuovo Piano Regolatore del Porto di Taranto vi è, specificatamente nel porto fuori rada, un’importante nuova diga foranea di 1.300m di lunghezza, inclinata di circa 45° rispetto al nord come l’ultimo tratto dell’opera esistente e con la quale definisce un secondo canale di accesso al porto commerciale di Taranto.

Tale opera riveste notevole importanza non solo per la protezione degli accosti che si andranno a realizzare nell’ambito dell’ampliamento del V Sporgente ma, nella logica di rilancio dello scalo jonico, garantisce una maggiore protezione per la banchina di accosto del Molo Polisettoriale. La diminuzione dell’agitazione interna residua, infatti, si
riflette sull’operatività del Terminal, aumentandone la produttività, a tutto vantaggio delle operazioni portuali.
Il Progetto Esecutivo è stato redatto in conformità al Progetto Definitivo approvato con Decreto n.57 /2018 del 22.05.2018 e le lievi modifiche apportate, come ad esempio l’aumento della larghezza in testa della berma, sono dovute ad approfondimenti tecnici richiesti dal livello di progettazione esecutiva

L’Hub di Taranto si sviluppa a Nord dell’omonimo golfo. Le attività portuali che in un primo tempo impegnavano le aree all’interno del bacino naturale, si sono poi estese oltrepassando il limite naturale di Punta Rondinella. Allo stato attuale si distinguono:
– Bacino del Mar Piccolo;
– Bacino del Mar Grande;
– Porto fuori Rada che insiste sul tratto di costa compreso tra Punta Rondinella, ad Est, e la foce del fiume Tara, a Ovest.
Il Porto fuori Rada è protetto, contro l’azione del moto ondoso, da una diga foranea a paramento verticale in cassoni di circa 1.450 m di lunghezza totale, realizzata a partire dagli anni ‘80. L’opera è costituita da tre tratti orientati, rispettivamente, a 45°, 23° e 43° rispetto al Nord, e aventi lunghezza pari a 260 m, 1.060 me 120 m.

CARATTERISTICHE GEOMETRICHE E COSTRUTTIVE DELLA DIGA FORANEA La nuova diga foranea “a gettata” sarà realizzata in massi naturali ed artificiali, tipologia strutturale che meglio si adatta alle caratteristiche geotecniche dei fondali rispetto all’opzione in cassoni di ca I cestruzzo. La diga foranea in oggetto è di tipo tracimabile e non prevede camminamento nella sua parte superiore e/o possibilità di accosto e ormeggio di imbarcazioni. Per quanto attiene i segnalamenti luminosi in progetto si prevede di installare n.2 boe luminose (con catena e corpo morto) posizionate in corrispondenza delle due testate Nord-Ovest e Sud-Est. La scogliera sarà costituita da un nucleo in toutvenant di cava, da uno strato filtro in massi naturali e da una mantellata. Quest’ultima sarà realizzata con due strati di tetrapodi, di pezzatura variabile tra 16 e 20 t, lungo il lato esterno della scogliera e in corrispondenza delle testate, mentre sarà realizzata in massi naturali di IV categoria (7-10 t) lungo il paramento interno del corpo diga. Tra il nucleo e lo strato filtro sarà posato un telo di geotessuto non-tessuto per contenere la perdita di materiale a granulometria più fine (tout venant) attraverso i massi naturali del filtro. La berma sarà realizzata in massi naturali di II categoria per tutto lo sviluppo della diga. Nelle figure sono illustrate le sezioni tipologiche della diga in corrispondenza delle testate e lungo il tronco. Così come illustrato, il corpo diga risulta avere le seguenti caratteristiche geometriche principali: – sviluppo longitudinale complessivo a l.m.m.: circa 500 m; – direzione asse: NO-SE (circa 132° N); – massima larghezza al piede nel tratto corrente: 65 m; – massima larghezza al piede nel tratto di testata: 82 m; – massima larghezza in cresta nel tratto corrente: 14 m; – massima larghezza in cresta nel tratto di testata: 35 m; – quota massima rispetto 1.m.m.: 5,70 m.
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Taranto-Porto-foto-2

MANTELLATA La mantellata costituisce la parte dell’opera a diretto contatto con le onde frangenti nella parte più esposta all’azione del moto ondoso, per cui le dimensioni degli elementi che la costituiscono vanno commisurate all’intensità dell’azione dell’onda.
Mantellata esterna Nel caso in questione, si è scelto di utilizzare massi artificiali del tipo ‘’Tetrapodo” di pezzatura tale da ottenere un parametro di danneggiamento pari a O. La pendenza è stata scelta pari a 2/3 (altezza su base). Tale pendenza deve essere uguale o inferiore all’angolo naturale del materiale scaricato; inoltre, le pendenze più dolci (es.1/2) risultano più stabili, meno riflettenti e meno tracimabili, ma richiedono volumi maggiori di materiale con maggior costo, difficoltà di posa, occupazione dello spazio, per cui si è scelta una pendenza di poco più elevata per ragioni di ingombro e di economia, che garantisce comunque una buona stabilità. Sinteticamente, la mantellata esterna verrà realizzata per mezzo di tetrapodi del peso di 16 e 20 tonnellate, in doppio strato, così distribuiti: – tronco struttura e testata sud-est: tetrapodi da 16t;
– testata nord-ovest: tetrapodi da 20t;
– la larghezza minima della mantellata in corrispondenza della sommità è stata calcolata garantendo, secondo le indicazioni di buona norma, il posizionamento di almeno 3 massi artificiali in doppio strato.
Mantellata interna
Nel caso in questione, si è scelto di utilizzare: – tetrapodi da 16t dalla sezione +0,00 m alla sezione + 110,00 m;
– massi naturali di IV categoria, ossia di peso compreso tra 7 e 10 t, tra la sezione + 120,00m e la sezione +410,00m;
– tetrapodi da 16t dalla sezione +410,00m alla sezione +510,00m;
– tetrapodi da 20t dalla sezione +510,00m alla sezione +560,00m. La pendenza è stata scelta pari a 2/3 (altezza su base). Le dimensioni dei massi saranno quelle specificate negli elaborati di progetto.
FILTRO
Per evitare il sifonamento del nucleo prima del posizionamento della mantellata è necessario interporre almeno uno strato filtro costituito da massi naturali di peso compreso tra 1/10 ed 1/15 del peso dei massi sovrastanti. Una volta scelto il peso medio è stata individuata la corrispondente categoria di massi naturali, imponendo che il 50% dei massi abbia peso superiore al peso medio individuato.
I risultati del dimensionamento, insieme ai valori assunti delle citate grandezze necessarie al calcolo, forniscono i range di peso dei massi naturali, che nello specifico, sono di II categoria (1-3t) per il paramento esterno, di I categoria (0,1-lt) per il paramento interno tra le sezioni dalla progressiva + 110,00 m alla +410,00 m e di II categoria (1- 3t) per il paramento interno tra le sezioni dalla progressiva +0,00 m alla +110,00 me dalla progressiva +410,00 m alla +560,00 m.
NUCLEO
Il nucleo è la parte più interna delle opere a gettata, sottratta quasi integralmente alle azioni del moto ondoso, tranne che nelle fasi di esecuzione.
Il nucleo dovrà essere costituito da tout-venant di cava (5+100 kg). Le dimensioni del nucleo sono state fissate in base a considerazioni costruttive e funzionali
dell’opera di protezione. La sommità del nucleo è fissata a quota -1,20 m s.1.m.m., per il tratto di diga caratterizzata da una quota di sommità di 4,70m s.1.m.m., e si innalza a -0,50 m s.1.m.m. per il restante tratto di diga che raggiunge una quota di sommità di 5,70 m s.1.m.m .
BERMA
Al piede della mantellata sarà posta una berma avente la funzione di sostenere la mantellata stessa e di proteggere il terreno sottostante dall’azione diretta del moto ondoso. La berma deve trovarsi ad una profondità rispetto al l.m.m.
tale che gli effetti del moto ondoso risultino poco sensibili, ovvero ad una quota pari almeno a -1+- 1,2 H5.
La berma esterna sarà costituita da massi naturali di II categoria, ovvero di peso compreso tra 1.000 + 3.000 kg, e presenterà una larghezza in testa pari a 6 m.
Per la berma interna, si è scelto di impiegare massi naturali di II categoria, ovvero di peso compreso tra 1.000 + 3.000 kg, ed avente una larghezza in testa pari a 6 m quando la mantellata è costituita da tetrapodi (dalla sezione +0,00 m alla sezione +110,00 me dalla sezione +410,00 alla sezione +560,00 m) e pari a 3 m quando la mantellata è costituita da massi naturali di IV categoria (dalla sezione + 110,00 m alla sezione +410,00 m).

Progetti che favoriscono la crescita economica e promuovo lo sviluppo sostenibile per la crescita funzionale del territorio

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