Porto di Taranto
Autorità di sistema portuale del Mar Ionio
Ricostruzione dell’impalcato in c.a.p. della testata inagibile del molo San Cataldo del porto di Taranto.
L’intervento, completato in anticipo di 49 giorni rispetto al cronoprogramma contrattuale, ha riguardato la ricostruzione dell’impalcato della testata attualmente inagibile del molo a giorno San Cataldo del Porto di Taranto (figure zona perimetrata in rosso) per una superficie di circa 8150 mq. Tale provvedimento è stato previsto a seguito dell’avanzato stato di degrado strutturale che interessava gli elementi in calcestruzzo, le armature “dolci” e quelle di precompressione della porzione limite sud-est del molo in adiacenza alla testata. Le relative banchine sviluppano una lunghezza di circa m 215 (di cui circa m 150 di banchina di testata e circa m 65 di banchina di ponente).
La soluzione tecnica adottata per recuperare il tratto terminale del Molo San Cataldo consiste nella totale demolizione e ricostruzione dell’impalcato a “giorno” su palificata esistente.
L’impalcato di banchina si articolava, dal punto di vista statico, su una maglia regolare di piastre nervate in calcestruzzo armato appoggiate su pali di vertice con passo di mt. 10×10, dalle travi perimetrali e diagonali di irrigidimento in c.a. precompresso con barre dywidag post tese.
Una soluzione nata per venire incontro agli alti costi realizzativi della palificata di fondazione che ha dovuto raggiungere una profondità complessiva di mt 60, date le scarse capacità meccaniche portanti dei terreni di fondazione.
La soluzione tecnica adottata per recuperare il tratto terminale del Molo San Cataldo ha previsto la realizzazione di nuove piastre d’impalcato, travi di bordo, coppelle e travi porta-coppelle, tutte in cemento armato precompresso, nel rispetto della configurazione originale. Il rispetto delle geometrie originarie, garantisce tra l’altro il pieno rispetto dei carichi verticali trasmessi alle strutture di fondazione.
Le nuove strutture d’impalcato sono costituite da: piastre prefabbricate e precompresse a piè d’opera in c.a. di ingombro complessivo pari a quello delle piastre esistenti (9.98×9.98 in pianta ed altezza di 1.45 m), completate in opera da un getto in c.a. di spessore pari a 25 cm.
Travi in c.a.p. a fili aderenti, definite in analogia alle esistenti “coppelle” e previste in sostituzione delle stesse ammalorate, con sezione rettangolare 100×50 e lunghezza complessiva pari a 6.96 m.
travi di bordo in c.a.p. di geometria analoga a quella che caratterizza le travi di bordo esistenti, prefabbricate e post-tese a piè d’opera; travi porta-coppelle in c.a.p. di geometria analoga a quella che caratterizza le analoghe travi esistenti, realizzate e post-tese a piè d’opera.
Preliminarmente alla posa delle nuove strutture d’impalcato sono stati ripristinati i pulvini esistenti con interventi di risanamento del tutto simili a quelli già eseguiti nella restante parte di banchina a “giorno”.
La posa delle piastre è avvenuta su cuscinetti in neoprene armato.
Al termine della posa le piastre sono state solidarizzate ai pali in corrispondenza dei nodi attraverso l’intasamento con calcestruzzo del vano che si viene a creare in corrispondenza di ciascun capitello.
Il collegamento tra piastre adiacenti è avvenuto mediante l’impiego di barre in acciaio Gewi disposte sempre in corrispondenza dei nodi
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