Porto di Palermo
Autorità Portuale del Mar Sicilia Occidentale
Opera Commissariata “Palermo – Rilancio del polo della cantieristicanavale nel Porto di Palermo ed interfaccia porto-città”. Sub. “Porto di Palermo – Rilancio del polo della cantieristica navale nel porto di Palermo – Completamento bacino di carenaggio 150.000 tpl – Secondo lotto funzionale”
PREMESSA
La costruzione delle opere murarie del bacino di carenaggio da 150.000 T.P.L. del porto di Palermo ha avuto inizio negli anni ‘80 del secolo scorso ed è stata interrotta nei successivi anni ’90, quando soltanto alcune delle opere previste erano state realizzate. I lavori eseguiti nel succitato periodo hanno riguardato:
– realizzazione dello scanno di imbasamento dei cassoni;
– posa in opera dei cassoni cellulari ad eccezione del cassone di tura;
– realizzazione dei diaframmi in c.a. sul perimetro esterno dei cassoni;
– esecuzione delle iniezioni di completamento per migliorare la tenuta idraulica del diaframma in corrispon-denza dei giunti tra i singoli pannelli;
– realizzazione dei pali di fondazione della platea del bacino con inserimento dei tiranti per la successiva tesatura.
Nel periodo compreso tra l’anno 2005 e l’anno 2007 sono state poste in essere le attività necessarie per addivenire alla redazione del Progetto Definitivo del completamento dell’opera.
A seguito delle criticità emerse riguardanti la mancata conoscenza dello stato di conservazione delle strutture, nel periodo compreso tra il mese di ottobre del 2013 ed il mese di aprile del 2021 sono state eseguite una serie di lavorazioni come il consolidamento del terreno al di sotto dei cassoni cellullari, la rimozione dei fanghi dalla vasca del bacino, il recupero e la collocazione in opera del cassone di tura n.23, allora affondato in prossimità della diga foranea, all’imboccatura del porto commerciale di Palermo, intervento di impermeabilizzazione dei giunti tra i diaframmi, lo svuotamento della vasca mediante un opportuno sistema di pompaggio durante i lavori, le analisi e le indagini sulle strutture realizzate fino a dagli anni ’80 del secolo scorso al fine del collaudo statico delle stesse.
Adeguamento delle fondazioni della platea
La palificata di fondazione esistente della platea risulta, allo stato attuale, non idonea a garantire le necessarie condizioni di sicurezza strutturale e geotecnica. Il Progetto Definitivo prevede, mantenendo invariati la ma-glia, diametro e il numero totale di pali, la realizzazione di nuovi pali di lunghezza maggiore: 19 m (PD) invece che 13 m (PFTE) nella porzione Nord del bacino e 20 m (PD) invece che 14 m (PFTE) nella porzione Sud del bacino. Tale allungamento deriva dall’aver adottato coefficienti di sicurezza più stringenti per le verifiche geo-tecniche rispetto a quelli previsti in PFTE (in particolare il coefficiente di amplificazione della sottospinta idraulica) e dall’aver considerato un possibile innalzamento del livello idrico di progetto (+0,70 m s.l.m.). È prevista l’esecuzione dei nuovi pali per mezzo di modular float, varati all’interno del bacino, senza alcuna preliminare demolizione della porzione
sommitale del cassone di tura centrale (n°23), a differenza quindi di quanto previsto nel PFTE. È inoltre previsto che i pali esistenti, non idonei dal punto di vista strutturale allo stato attuale a causa della ridotta resistenza del calcestruzzo e della presenza di una debole armatura flessionale, siano rinforzati mediante l’installazione di un sistema di precompressione con tiranti in acciaio.
Giunti definitivi tra i cassoni costituenti i muri di sponda della vasca
La sigillatura definitiva dei giunti tra i cassoni costituenti i muri di sponda avviene, una volta completata la platea, mediante il getto di pilastri in c.a., solidarizzati strutturalmente ai cassoni completano le opere di impermeabilizzazione del bacino, i pilastri in c.a. che saranno realizzati in corrispon-denza delle nicchie presenti tra i cassoni esistenti al fine garantirne la tenuta idraulica in corrispondenza dei giunti (vedi giunti tipo D in Figura 6.4).
I pilastri saranno solidarizzati strutturalmente ai cassoni mediante inghis-saggi in barre di diametro 30, mentre l’impermeabilizzazione è assicurata dalla posa di un nastro hypalon accoppiato con resina epossidica e tramite canali di ripresa getto, inglobati nel getto dei pilastri, iniettati tramite resina bicompo-nente una volta avvenuta la maturazione dei pilastri.
Sovrastruttura
La sovrastruttura prevista in progetto definitivo è realizzata in conglomerato cementizio armato; si adottano con-glomerati cementizi opportunamente additivati per migliorarne le caratteristiche.
Per la realizzazione di sistema di connessione strutturale fra la testa dei fusti dei cassoni e la sovrastruttura si effettua l’operazione di demolizione dei primi 50 cm della testa dei fusti dei cassoni, così da portarne a nudo le armature, la pulitura di quest’ultime ed il trattamento antiruggine, ed in ultimo, la successiva
realizzazione dell’ammorsamento, costituito da denti di calcestruzzo armato connessi alla testa dei cassoni ripristinati. Il si-stema di incastro sarà realizzato sia con la disposizione delle armature, sia, tecnologicamente, con l’esecuzione contestuale del getto del conglomerato cementizio per il completamento del ripristino della testa dei cassoni e di quello relativo alla realizzazione dei denti di ammorsamento. Il sistema di ammorsamento, così modulato, contiene i ferri di richiamo per il successivo getto della soletta di base della sovrastruttura.
Risanamento delle pareti interne ed esterne dei cassoni costituenti i muri di sponda della vasca
Sulla base dello stato attuale di conservazione dei cassoni, la cui posa è avvenuta più di 30 anni fa, si prevede il risanamento, stimato in questa sede in una
percentuale del 35%, delle pareti lato vasca e delle pareti interne dei cassoni che ospiteranno gli impianti.
In particolare, si procede all’asportazione minima del calcestruzzo corticale nell’ordine dei 3 cm, operando se-lettivamente sulle zone dove il degrado è più
profondo anche per spessori maggiori e comunque fino all’aspor-tazione delle zone carbonatate.
Impianto di allagamento L’impianto di allagamento del bacino è realizzato in aderenza alla configurazione del cassone n° 1 destinato ad accoglierlo, prevista già nella fase di progettazione delle opere murarie esistenti. Il riempimento del bacino è governato da due valvole a campana poste a presidio di due luci a battente orizzon-tali ricavate sui solai intermedi di due celle contigue, lato bacino, del cassone n.1, che a tal fine sono previste non riempite.
Impianto di esaurimento Per lo svuotamento del bacino è prevista la realizzazione di un impianto di sollevamento costituito da più pompe funzionanti
in parallelo, da installare all’interno del cassone n°3, a tal fine destinato.
Impianto di drenaggio È previsto che l’impianto di drenaggio venga realizzato all’interno del Cassone n° 2 e garantisca lo smaltimento dell’acqua di natura meteorica, di infiltrazione e di quella derivante dalle attività svolte all’interno del bacino, nonché di quella residua dovuta all’arresto delle elettropompe di
esaurimento.
Impianto di depurazione L’impianto è stato dimensionato sulla portata di pioggia, certamente superiore a qualunque portata relativa all’attività cantieristica.
PORTA A RIBALTA E DEMOLIZIONE DEI CASSONI DI TURA
La paratoia metallica mobile per la regolazione del bacino di carenaggio è concepita come parete abbattibile con dimensioni massime pari a 56 m di lunghezza, 15 m di altezza e 3,30 m di profondità. Il complesso strutturale è concepito a moduli metallici saldati e trasportabili con mezzi convenzionali di tipo al massimo “eccezionale” (e non “speciale”) per l’agevole montaggio sul posto. Nel dettaglio la porta a ribalta è costituita da n°21 moduli, di cui n°19 standard e n°2 di estremità.
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