Con l’arrivo del bacino Kugira II, entrato nel porto di Ravenna poco dopo le 13 di oggi, lunedì 7 luglio 2025, ed ormeggiato alla banchina del nuovo terminal Trattaroli, proseguono i lavori per la realizzazione della diga a protezione del rigassificatore del centro romagnolo da parte del raggruppamento di imprese, con capogruppo/mandataria RCM Costruzioni (tra le principali aziende italiane specializzate nelle opere marittime, impegnate dal Nord al Sud della penisola, da Genova a Palermo, passando per Marina di Carrara, Salerno, Napoli e Cagliari) e gli spagnoli di Acciona, come mandanti. L’opera, dal valore di circa 200 milioni di euro, posizionata ad oltre 8 chilometri dalla costa, sarà lunga 880 metri, larga 22 e consentirà un ormeggio sicuro alla nave rigassificatrice BW Singapore. Il Kugira II, messo a disposizione all’Ati dall’azienda spagnola, ha impiegato una ventina di giorni, per essere trasferito, con due rimorchiatori d’altura, da Cadice, in Spagna, a Ravenna, dove è arrivata nella giornata di ieri, domenica 6 luglio. Il bacino, tra i più grandi del mediterraneo, largo 42 metri, lungo 66 ed alto 53,5, rimarrà a Ravenna per il periodo necessario a realizzare i così detti “cassoni”, elementi prefabbricati alti 14 metri, che andranno a comporre la diga. Man mano che saranno pronti saranno trasferiti al largo, nei pressi del rigassificatore, con due rimorchiatori, posizionati e, quindi, “affondati” e riempiti con materiale inerte e calcestruzzo, andando ad adagiarsi sul basamento che dovrà essere realizzato. I cassoni, poi, faranno da base per il muro paraonde.