via Pioppazze,81
Sarno (Sa)

APERTURA DIGA FORANEA Porto di Pescara

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punto_blu_20 ENTE APPALTANTE Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Centrale

punto_viola_20 OGGETTO L’intervento in corso riguarda l’apertura della diga foranea del Porto di Pescara, al fine di creare una separazione fra il corso del fiume Pescara e il bacino Portuale, finalizzata ad impedire il ristagno delle acque dolci fluviali a monte della diga foranea, considerato principale motivo del grave peggioramento della qualità delle acque di balneazione del tratto di costa a nord del porto.

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Localizzazione dei punti caratteristici

La separazione tra l’estuario fluviale e l’ambito portuale avviene attraverso: 1. l’apertura di un varco largo 70 m nella diga foranea esistente, mediante la rimozione del pietrame, dei massi artificiali e del coronamento in cls che costituiscono l’attuale struttura, per un’estesa pari a circa 106 m, fino alla profondità di -6.50 m s.m.m.; 2. la costruzione del nuovo tratto della diga foranea, a protezione della sopracitata apertura rispetto al settore di traversia principale (grecale), con un’estesa complessiva di 125 m, da realizzarsi massimizzando il riutilizzo del materiale lapideo rimosso dal tratto di apertura per l’esecuzione del nucleo e degli strati filtro, ma anche dei tetrapodi che costituiscono la mantellata esterna; 3. la costruzione della nuova testata del tratto ovest della diga foranea, interamente in massi lapidei di idonea pezzatura, a protezione e completamento della struttura.

STATO DI FATTO

Allo stato attuale, l’opera foranea a protezione del porto commerciale e del porto fluviale è costituita da una diga a gettata con massiccio di coronamento in calcestruzzo, di estesa complessiva pari a circa 740 m (alla quota del medio mare), posta ad una distanza di circa 410 m dalla sezione terminale del fiume Pescara, ed è caratterizzata planimetricamente da una doppia curvatura. La struttura della diga foranea esistente è costituita da: – nucleo in pietrame; – mantellata esterna in tetrapodi di calcestruzzo da circa 12 t; – massiccio di coronamento in calcestruzzo, largo circa 6.50 m, con muro paraonde con quota di sommità pari a 5.00 m s.m.m. l’area che sarà oggetto di modificazioni in seguito alle opere del presente Progetto è la porzione centrale della diga esistente, esattamente a nord della attuale foce del fiume Pescara.

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LAVORAZIONI

Otto le lavorazioni necessarie per la realizzazione dell’opera di progetto e la quantificazione di tutti i materiali, oggetto di demolizione, di recupero e di nuova fornitura: 1. scavo al piede della diga foranea esistente, nel tratto da demolire, dal lato interno; 2. asportazione del materiale dal tratto di diga oggetto di demolizione e regolarizzazione del sedime del futuro nuovo tratto di diga in avanzamento; 3. realizzazione dell’imbasamento e del nucleo del nuovo tratto di diga con pietrame proveniente dalla demolizione della diga esistente e di nuova fornitura; 4. realizzazione dello strato filtro del nuovo tratto di diga con massi naturali di 2ª categoria; 5. realizzazione delle berme al piede del nuovo tratto di diga, lato esterno e interno, e della nuova testata della diga est, con massi naturali di 2ª categoria; 6. realizzazione della mantellata interna del nuovo tratto di diga e di tutta la mantellata della nuova testata della diga est, con massi naturali di 3ª categoria; 7. realizzazione della mantellata esterna del nuovo tratto di diga e della relativa testata, con tetrapodi in cls; 8. realizzazione del masso di coronamento del nuovo tratto di diga e del relativo raccordo con l’esistente, con cls debolmente armato.

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Al fine di ottenere un varco di larghezza 70 m, nella configurazione finale del presente stralcio esecutivo, risulta necessario asportare il materiale della diga esistente per un’estesa pari a circa 106 m, in modo da ottenere lo spazio sufficiente per la realizzazione di un idoneo raccordo curvilineo fra il tratto ovest della diga e il nuovo tratto di progetto, il quale occupa in pianta una larghezza di circa 36 m. Nella relativa pianta, sono rappresentate con tratteggio rosso anche le porzioni della diga esistente, presumibilmente in pietrame di pezzatura 50÷300 kg, che non dovranno es – sere asportate e che costituiranno il nucleo delle nuove strutture di progetto (“conoidi”), in particolare del raccordo curvilineo fra il tratto ovest e il nuovo tratto della diga e della nuova testata della diga est.

In seguito alle operazioni di demolizione si valuta che sia possibile riutilizzare completamente il pietrame asportato dal nucleo e dalle berme al piede per la realizzazione del nucleo del nuovo tratto di progetto, ma che, cautelativamente, non sia possibile fare altrettanto con le altre tipologie di materiale, per le evidenti difficoltà tecniche. Si prevede quindi di riutilizzare: – il 90% dei massi di 3ª categoria (il restante 10% potrà essere riutilizzato per il nucleo); – l’80% dei tetrapodi (il restante 20%, che si presume danneggiato, sarà frantumato e potrà essere utilizzato per la formazione del nucleo). Sarà inoltre possibile riutilizzare, come materiale inerte per la realizzazione del nuovo nucleo, anche il materiale proveniente dalla demolizione del massiccio di coronamento, se frantumato ad idonea pezzatura.

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NUOVO TRATTO DELLA DIGA FORANEA

Il nuovo tratto di diga foranea, in avanzamento verso il largo a partire dal tratto ovest della diga esistente, ha la finalità di proteggere l’apertura di progetto nella diga stessa dal moto ondoso incidente proveniente dal settore di traversia principale, ossia quello di grecale. La radice della nuova struttura si innesta sul tratto ovest, restante in opera, della diga esistente, mediante un raccordo curvilineo lungo 15 m in asse, che impone una deviazione planimetrica di circa 60° rispetto all’asse originale. Il corpo della diga procede con andamento curvilineo, a modesta curvatura, per la restante estesa, ed è caratterizzato da una testata con la quale la mantellata esterna in tetrapodi si richiude sul lato interno, in modo da proteggere l’intera porzione di opera basata su fondali profondi (da -7.50 a -9.50 m s.m.m.) e al contempo maggiormente esposta al moto ondoso incidente.

CARATTERISTICHE DEI MATERIALI

Le caratteristiche dei materiali previsti per il nuovo tratto sono descritte nelle sezioni. Si distinguono innanzitutto due sezioni caratteristiche per il tronco della diga, A e B, rispettivamente in corrispondenza alla radice dell’opera e nell’ultima sezione immediatamente prima della testata, e una sezione tracciata in corrispondenza alla testata (C). Le sezioni A e B, a prescindere dalle differenti profondità di base, sono analoghe per struttura e stratificazione. – Nucleo centrale in pietrame tout-venant (50÷300 kg) proveniente dalla demolizione del tratto di diga esistente o di nuova fornitura, a sezione trapezia con sommità alla quota di -0.50 m s.m.m., pendenza delle sponde 4/3 lato esterno, 5/4 lato interno. Il limite superiore della relativa pezzatura potrà essere superato qualora dalla demolizione si recuperino massi di maggiore dimensione, fino alla 2ª categoria. – Strato di imbasamento e regolarizzazione realizzato con lo stesso pietrame di piccola pezzatura, con sommità a profondità variabile fra -5.70 e -8.70 m s.m.m., digradante verso il largo in ragione di circa 6 cm/m. – Strato filtro in massi naturali di 2ª categoria, spessore medio 3 m sul lato esterno e di 2 m sul lato interno, con sommità alla quota di 2 m s.m.m., interamente di nuova fornitura. – Berme al piede delle mantellate in massi di 2ª categoria, sia dal lato esterno che dal lato interno, con sommità variabile linearmente fra -3.30 e -5.60 m s.m.m. e pendenza verso il mare di 3/2. – Mantellata interna in massi naturali di 3ª categoria, parzialmente recuperati dalla demolizione della diga esistente, con spessore medio di circa 2.20 m (singolo strato) e pendenza di 5/4, fino a raggiungere la quota in sommità di 3.80 m s.m.m. – Mantellata esterna in massi artificiali di forma speciale tipo tetrapodi in cls da 8 m³ (20 t), anch’essi come premesso parzialmente recuperati dalla demolizione del varco centrale, posati in duplice strato, con pendenza 4/3 e quota di sommità 5.50 m s.m.m. – Masso di coronamento in calcestruzzo debolmente armato, gettato in opera, poggiante su uno strato di geotessuto di peso non inferiore a 550 g/m², con sezione analoga a quella esistente, e sommità del muro paraonde a 5.47 m s.m.m.

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La testata del nuovo tratto, nella quale si prevede il risvolto della mantellata in tetrapodi anche sul lato sottoflutto, è caratterizzata dalla sezione C, che presenta quindi simmetria assiale. Le caratteristiche dimensionali degli strati del lato sottoflutto, in questa porzione d’opera, sono quindi analoghe a quelle relative al lato sopraflutto, già descritte in precedenza, con riferimento alla profondità del fondale maggiore fra quelle considerate, ossia -9.50 m s.m.m. come per la sezione B. Nella sezione si evidenzia che anche il muro paraonde, con sommità a 5.47 m s.m.m., segue la curvatura della testata ed è quindi simmetrico rispetto al relativo asse.

 

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